La gelée di fragole rubata

Caro blog, a te posso dirlo, tanto non ci legge nessuno: ho rubato una gelée, una salsa di fragole profumatissima che la gelatina rende geometricamente perfetta.

L’ho trovata su un blog che amo molto, e che mi fa sognare: quello di Pinella. L’ho preparata con amore ma senza crederci veramente, perchè le ricette di Pinella sono sempre troppo difficili per me e si concludono sempre in umilianti distastri. Ma stavolta è successo qualcosa di magico: è venuto fuori un capolavoro, persino mia sorella si è complimentata… Ed ora sento mia questa gelée, fa parte del mio repertorio, è il mio vanto.

Scusami dolce e generosa Pinella, meriteresti che registrassi un account blogsport per ringraziarti, lasciando un commento sul tuo blog, ma per pigrizia la mia gratitudine non ti arriverà…

qui è usata con la pannacotta

Ingredienti

  • 375g di fragole passate
  • 10g di succo di limone
  • 50g di zucchero
  • 17g di maizena
  • altri 12g di zucchero
  • 2 fogli di gelatina (anzichè 1 come suggerito da Pinella, perchè a me piace metterla in frigo…)
  • altri 50g di passato di fragole

Procedimento

Fate prendere il bollore al puré di fragole precedentemente passato al setaccio. Ponete la gelatina in un bagno di acqua ghiacciata. Aggiungete i 50 gr di zucchero al puré di fragole e ponete in una ciotola il succo del limone, la maizena, i 12 gr di zucchero e altri 50 gr di passato di frutta. Aggiungete questo composto omogeneo al primo passato che sta bollendo, mescolare molto bene, togliere dal fuoco. Far freddare un po’ e aggiungere la gelatina.

A questo punto, a seconda dell’uso che se ne deve fare, mettere il composto nello stampo. Congelare per un bel po’… Anche se avendo aumentato un po’ le dosi di gelatina, può stare anche in frigo.

Pubblicato in: on Giugno 15, 2008 at 4:44 pm Lascia un Commento
Tags: ,

Lingue di … miao!

Era da tanto che ci volevo provare. Sarà che con la piccola pasticceria sono una frana, ma le immaginavo difficilissime da riprodurre.

E invece eccole qui, le mie piccole e meravigliose lingue di gatto! Ci ho messo davvero poco a farle… scrivo subito la ricetta, per non dimenticarla!

Ingredienti

  • 3 albumi
  • 100g farina
  • 100g burro
  • 100g zucchero

Procedimento

Scaldare il forno a 220°C. Far ammorbidire il burro, poi mescolarlo con lo zucchero fino ad ottenere una crema. Incorporare poco a poco farina e albumi (un po’ l’uno un po’ l’altro, un po’ l’uno un po’ l’altro) ed inserire il composto nella siringa da pasticcere.

Foderare una placca con la carta da forno e formare delle striscette di circa 2,5cm di pasta, distanziandole molto bene fra loro, altrimenti quando il calore del forno scioglierà il burro si attaccheranno.

Cuocere per 8 minuti, fino a che i bordi delle lingue di gatto saranno diventati dorati, poi lasciar raffreddare.

 

Noticina: la prossima volta che provo a farle, devo ricordarmi di provare ad aromatizzarle con scorza di limone o vanillina, per spezzare il forte sapore di burro.

Pubblicato in: on at 1:25 pm Lascia un Commento
Tags: , ,

Lo zabaione: un ricostituente per l’anima

Lo zabaione mi è decisamente simpatico. Mi è venuto bene al primo tentativo e mi fa sempre fare bella figura! Perciò la sua ricetta semplicissima merita di essere ricopiata sul taccuino, per poter essere sfoggiata nel momento della necessità.

Ingredienti

  • 4 tuorli
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 1/2 bicchiere di Marsala
  • 1 cucchiaio di maizena

Procedimento

Battere i tuorli con lo zucchero e la maizena fino ad ottenere un composto spumoso. Continuando a mescolare con la frusta, incorporare poco a poco il marsala. Cuocere a bagnomaria sempre, rigirando continuamente il composto con la frusta. Quando il composto ha raggiunto la densità desiderata lo zabaione è pronto.

Pubblicato in: on at 11:23 am Lascia un Commento
Tags: , ,

Calda, profumata e morbida… crema!!

Sono quasi commossa… ieri mi è riuscita la crema, per la prima volta in vita mia. Questo momento merita di essere ricordato sul blog!

Due giorni fa’ la mia vicina di casa mi è piombata a sorpresa in cucina, e si è trovata di fronte il lugubre spettacolo che non ho fatto in tempo a nasconderle: la mia ennesima crema impazzita… così mi ha insegnato la sua tecnica! La scrivo subito qui altrimenti me la dimentico.

Ingredienti

  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 cucchiaio di farina
  • 125 ml di latte
  • un pezzetto di scorza di limone oppure
  • un baccello di vaniglia

Procedimento

Mentre si fa bollire il latte con la scorza o la vaniglia, si batte (non molto) il rosso dell’uovo con lo zucchero e poi si amalgama la farina. Quando il latte bolle fino a traboccare dal pentolino, versarlo sulla pastella e mescolare benissimo e velocemente. Se la crema fosse ancora un po’ liquida, trasferirla nel pentolino del latte e cuocerla fino a che non raggiunge la consistenza desiderata.

Et voilà

Pubblicato in: on at 9:56 am Commenti (2)
Tags: , ,

Pulire una moquette

aspirapolvere

Oggi ho indicato le preferenze per l’appartamento in America!! Il sogno si fa più concreto. Fra gli appartamentini che ho scelto purtroppo alcuni hanno la moquette, solo uno ha il linoleum.

Non riesco a togliermi dalla mente il pensiero che moquette = orrido mostro peloso ricettacolo di acari e zozzerie assortite.

l'acaro della polvere

Per prepararmi psicologicamente alle giornate passate a spazzolare energicamente macchie antiche cercando di farle sparire, ho fatto una ricerchina su google. Questo è quello che ho trovato online circa la pulizia e manutenzione delle moquette:

La moquette esige una manutenzione costante e attenta perché è soggetta a diversi danneggiamenti e degenerazioni, anche nelle versioni di migliore qualità. I nemici peggiori della moquette sono due: l’umidità e la polvere.

L’umidità provoca lo sviluppo di muffe che si annidano nel manto della moquette, con la produzione di cattivo odore.
Arieggiate sempre il locale, tutti i giorni e fate entrare il sole nella stanza.

Eventualmente usate gli speciali prodotti essiccanti igroscopici per ridurre il tasso di umidità dell’ambiente.

Contrariamente a quanto si crede la moquette non produce la polvere ma, addirittura, alcuni tipi la trattengono impedendo che si disperda nell’aria. Ciononostante occorre pulirla con frequenza.
Per quanto riguarda la manutenzione si può lavare la moquette con l’elettrodomestico apposito, ed eventualmente smacchiarla con una soluzione di acqua ed ammoniaca. La moquette è però un materiale di copertura particolarmente delicato che esige una manutenzione costante e attenta. È indispensabile avere a disposizione uno speciale elettrodomestico denominato “battitappeto” che deve essere passato praticamente ogni giorno sulla moquette. Il battitappeto colpisce con un rullo apposito la moquette e ne solleva la polvere in essa trattenuta, mentre una feritoia aspiratrice la elimina.

La moquette deve essere anche periodicamente lavata con un altro elettrodomestico specifico, il “lavamoquette”. Si tratta di una specie di “lucidatrice” con un serbatoio in cui viene immessa dell’acqua e un particolare sapone che, tramite un condotto, fuoriesce e bagna le spazzole rotanti che lavano la moquette. Dopo il lavaggio la moquette si lascia asciugare, quindi si passa il battitappeto.

Bisogna far attenzione alle macchie che possono essere tolte con solventi vari, purché questi non rovinino la moquette, specialmente se questa è di tipo sintetico.

Fonte: http://www.waybricolage.net/

Inoltre ho scoperto che per eliminare gli odori si può gettare del bicarbonato sulla moquette e lasciarlo agire dai 15 minuti alle 24 ore (a seconda della persistenza degli odori e della delicatezza della moquette). Poi si può aspirare via il bicarbonato con l’aspirapolvere.

Pubblicato in: on Aprile 23, 2008 at 8:58 pm Lascia un Commento
Tags:

Torta cocco e cioccolato fondente

Torta cocco e cioccolato fondente

Oggi avevo voglia di cacao e cocco e colta dal raptus ho fatto questa torta. Ha superato ogni mia aspettativa e anche quella di mia sorella, che per l’occasione ha montato mezzo litro di panna, insieme alla quale la torta si sposa benissimo! Nonostante il mio vizietto di dimezzare le quantità di burro previste dalle ricette, la torta è venuta alta, soffice e fragrante. Quasi quasi la rifaccio per farcirla con panna e nutella…

Ingredienti

  • 200g Farina
  • 140g zucchero
  • 140g burro (ma io ho messo solo 80g)
  • 3 uova
  • 1 bustina di lievito
  • 1dl di latte
  • 120g di farina di cocco
  • 100g cioccolata fondente
  • 30g cacao amaro
  • un pizzico di sale

Procedimento

Rompere le uova dividendo i bianchi dai rossi.

Sbattere i rossi d’uovo con lo zucchero, incorporare latte, farina, lievito e un pizzico di sale.

Aggiungere il burro fuso, il cacao, la cioccolata grossolanamente tritata.

Aggiungere parte della farina di cocco, tenendone un cucchiaio per la decorazione.

Montare i bianchi a neve ferma e incorporarli all’impasto.

Versare la preparazione nella forma imburrata ed infarinata, guarnirla con il cocco avanzato e cuocere per 40 minuti nel forno preriscaldato a 180°C.

Facilissima!

Pubblicato in: on Aprile 22, 2008 at 5:36 pm Lascia un Commento
Tags: ,

Disclaimer (per i miei amici)

disclaimer

Chi mi conosce di persona rimarrà stupito dalla personalità che traspare dal mio blog. Forse mi troverà sdolcinata, sicuramente avrò calcato esageratamente qualche emozione o abusato di qualche topos letterario.  

E’ praticamente la mia prima esperienza di blog ma ho già capito che è quasi impossibile essere sincera sapendo che qualcuno, prima o poi, potrebbe passare di qui e leggere quello che ho scritto. Ho sperimentato che timidezza e vanità sono due tentazioni costanti quando si scrive, e sono pessime consigliere per chi vuole aprire il cuore e raccontare di sè.

Ma io non voglio aprire il mio cuore su un blog, per questo abbiamo altre sedi e altri luoghi, perciò concedetemi piena licenza poetica e prendete con le pinze le verità assolute che andrò enunciando!

Pubblicato in: on at 5:02 pm Lascia un Commento
Tags:

Una doverosa introduzione

piccole donne

Caro blog,

accogliente angolino al quale già sono un po’ affezionata, mi rivolgo a te come unico interlocutore perchè per la tua stessa natura, intima e confidenziale, per molto tempo o forse per sempre non avremo molti lettori in visita. Voglio raccontarti come sei nato, e perchè; sopratutto voglio spiegarti il significato del tuo nome – Piccole Donne in America.

Manca ancora qualche mese alla mia partenza per gli Stati Uniti, e se da un lato la passione, la curiosità e l’impazienza di essere lì crescono, dall’altro non riesco a reprimere la paura della solitudine e della lontananza dalle persone e i luoghi che mi sono cari.

Un appiglio forte, il più forte di tutti, fortunatamente c’è, ed è la persona meravigliosa che verrà insieme a me a Boston, della quale, caro blog, non ti parlerò, perchè io stessa sono senza parole

Voglio invece annunciarti che anche in te ripongo grandi speranze. Voglio conservare in te, astratta entità volatile quanto la memoria di un server, le cose concrete da portare con me in America, per sentirne meno la mancanza. So che a causa del mio disordine cronico, saprai conservarle meglio tu di quanto non farei io stessa chiudendole in una scatola o scrivendole su fogli di carta.

In te scriverò ricordi, ricette, le cose che ho ancora da imparare sulla cura della casa, magari delle piante, e tutte le dritte pratiche che dovrò applicare una volta che sarò una fuorisede disperata, per la prima volta alle prese con un appartamentino tutto mio (o quasi). Non aver paura, non ti ridurrò a un compendio di economia domestica, ma ad un pretesto per portare con me un pezzetto della mia casa, un po’ della mia famiglia e un’essenza dei miei amici, per averli a disposizione con un solo click.

Come le piccole donne, protagoniste di libri che ho letto, riletto e adorato, vivrò nel Massachusetts, come loro mi occuperò delle piccole cose di casa con amore, perchè diventino un piacere prima ancora che un obbligo… per la gioia di quei critici che vedono nei romanzi della Alcott libri educativi per signorine moraliste.

Ma a me non importa perchè attraverso di loro, in questo blog, anche quando sarò in America potrò rivivere la quotidianità italiana ogni volta che voglio. E sentirmi la quinta sorella March, un po’ Jo (come si fa a non riconoscersi in Jo?) e un po’ Meg, emancipata e intelligente quel tanto che basta per attraversare l’Oceano Atlantico e fare un Master, equilibrata e responsabile nella misura che serve per sopravvivere lì un anno.

 

Pubblicato in: on at 3:26 pm Lascia un Commento
Tags: