Disclaimer (per i miei amici)

disclaimer

Chi mi conosce di persona rimarrà stupito dalla personalità che traspare dal mio blog. Forse mi troverà sdolcinata, sicuramente avrò calcato esageratamente qualche emozione o abusato di qualche topos letterario.  

E’ praticamente la mia prima esperienza di blog ma ho già capito che è quasi impossibile essere sincera sapendo che qualcuno, prima o poi, potrebbe passare di qui e leggere quello che ho scritto. Ho sperimentato che timidezza e vanità sono due tentazioni costanti quando si scrive, e sono pessime consigliere per chi vuole aprire il cuore e raccontare di sè.

Ma io non voglio aprire il mio cuore su un blog, per questo abbiamo altre sedi e altri luoghi, perciò concedetemi piena licenza poetica e prendete con le pinze le verità assolute che andrò enunciando!

Pubblicato in:  on Aprile 22, 2008 at 5:02 pm Lascia un Commento
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Una doverosa introduzione

piccole donne

Caro blog,

accogliente angolino al quale già sono un po’ affezionata, mi rivolgo a te come unico interlocutore perchè per la tua stessa natura, intima e confidenziale, per molto tempo o forse per sempre non avremo molti lettori in visita. Voglio raccontarti come sei nato, e perchè; sopratutto voglio spiegarti il significato del tuo nome – Piccole Donne in America.

Manca ancora qualche mese alla mia partenza per gli Stati Uniti, e se da un lato la passione, la curiosità e l’impazienza di essere lì crescono, dall’altro non riesco a reprimere la paura della solitudine e della lontananza dalle persone e i luoghi che mi sono cari.

Un appiglio forte, il più forte di tutti, fortunatamente c’è, ed è la persona meravigliosa che verrà insieme a me a Boston, della quale, caro blog, non ti parlerò, perchè io stessa sono senza parole

Voglio invece annunciarti che anche in te ripongo grandi speranze. Voglio conservare in te, astratta entità volatile quanto la memoria di un server, le cose concrete da portare con me in America, per sentirne meno la mancanza. So che a causa del mio disordine cronico, saprai conservarle meglio tu di quanto non farei io stessa chiudendole in una scatola o scrivendole su fogli di carta.

In te scriverò ricordi, ricette, le cose che ho ancora da imparare sulla cura della casa, magari delle piante, e tutte le dritte pratiche che dovrò applicare una volta che sarò una fuorisede disperata, per la prima volta alle prese con un appartamentino tutto mio (o quasi). Non aver paura, non ti ridurrò a un compendio di economia domestica, ma ad un pretesto per portare con me un pezzetto della mia casa, un po’ della mia famiglia e un’essenza dei miei amici, per averli a disposizione con un solo click.

Come le piccole donne, protagoniste di libri che ho letto, riletto e adorato, vivrò nel Massachusetts, come loro mi occuperò delle piccole cose di casa con amore, perchè diventino un piacere prima ancora che un obbligo… per la gioia di quei critici che vedono nei romanzi della Alcott libri educativi per signorine moraliste.

Ma a me non importa perchè attraverso di loro, in questo blog, anche quando sarò in America potrò rivivere la quotidianità italiana ogni volta che voglio. E sentirmi la quinta sorella March, un po’ Jo (come si fa a non riconoscersi in Jo?) e un po’ Meg, emancipata e intelligente quel tanto che basta per attraversare l’Oceano Atlantico e fare un Master, equilibrata e responsabile nella misura che serve per sopravvivere lì un anno.

 

Pubblicato in:  on at 3:26 pm Lascia un Commento
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